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Che cosa è il diritto

Curiosità
La domanda "che cos'è il diritto" ha impegnato gli studiosi di tutte le epoche e costituisce ancora oggi un problema aperto, la cui soluzione dipende in gran parte dal quadro filosofico a cui ogni studioso fa riferimento: è per questo che molte volte si ricorre alla metafora della "fonte", termine di derivazione latina ("fons") che significa origine.

Le fonti generano norme giuridiche che concorrono a formare l'ordinamento giuridico.

L'ordinamento giuridico italiano è composto da una pluralità di fonti e molte volte capita che i testi normativi siano incoerenti, ossia producano norme incompatibili tra loro; in questo caso, affinché sia scelta la norma da privilegiare, si ricorre ad un complesso di criteri di seguito descritti:

  • criterio cronologico: prevede la prevalenza della nuova norma sulla vecchia e si manifesta con l'abrogazione della legge meno recente ("lex posterior derogat prior") che può essere espressa, tacita o implicita. L'abrogazione, per il principio di irretroattività, opera solo per il futuro ("ex nunc" - da ora -) e fa perdere efficacia alla norma abrogata dal giorno dell'entrata in vigore del nuovo atto;
  • criterio gerarchico: conduce a dichiarare l'invalidità della norma giuridica di grado inferiore, affermando la preferenza, in caso di contrasto, della norma che nella gerarchia delle fonti occupa il posto più elevato ("lex superior deregola legi inferiori"); l'annullamento della norma ha effetti generali ("erga omnes") e tende ad operare retroattivamente ("ex tunc"). L'annullamento è l'effetto di una dichiarazione di illegittimità che un giudice pronuncia nei confronti di un atto, di una norma, di una disposizione, che perdono di validità e pertanto l’atto nullo è un atto che va rimosso perché viziato;
  • criterio della specialità: privilegia la norma speciale a quella più generale, e non si esprime né con riferimento all'efficacia né alla validità della norma, ma guardando l'applicazione delle norme che, pur in confitto, rimangono entrambe efficaci e valide. Si opera una scelta circa la norma da applicare, dando la prevalenza alla norma speciale che di conseguenza deroga quella generale; a differenza dall'annullamento, la norma derogata resta in vigore;
  • criterio della competenza: decide qual è l'atto o l'ordinamento competente a disciplinare la materia, non è prescrittivo ma descrive come è organizzato attualmente il sistema delle fonti. La Corte Costituzionale utilizza tale criterio come guida di fronte al contrasto tra una norma dell'ordinamento italiano e una dell'ordinamento dell'Unione Europea: in questi casi la scelta di una norma rispetto ad un’altra non comporta né l’annullamento né l'abrogazione ma semplicemente la non applicazione.

In considerazione di quanto sopra esposto, considerata la complessità di sovrapposizioni di norme nazionali, dell'Unione Europea e dei trattati internazionali (di riferimento agli argomenti trattati), si chiede di prestare attenzione alle norme indicate nella presente guida perché potrebbero essere state modificate da successivi interventi normativi e, pertanto, si invita comunque a consultare il testo normativo attualmente in vigore utilizzando il motore di ricerca: www.normattiva.it.

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