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Nelle mie vene scorre sangue Italiano

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Una cittadina Filippina mi ha posto il seguente quesito: nelle vene di mio nipote scorre sangue italiano, posso richiedere il passaporto del vostro splendido paese...?

Molti sono i cittadini di origini italiane che, anche se non sono nati in Italia e molto spesso non sono a conoscenza della lingua italiana, hanno il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana.

Il vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana è molto importante, perché la vigente legislazione permette la trasmissione (della propria cittadinanza) agli eventuali figli maggiorenni.

Infatti è ancora vigente il principio dello ius sanguinis, (è un'espressione giuridica di origine latina che indica l'acquisizione della cittadinanza per il fatto di essere nato da un genitore in possesso della stessa cittadinanza).

Tralascio gli altri casi (per residenza o matrimonio) di acquisizione della cittadinanza,  per cercare di rispondere senza dilungarmi in inutili termini tecnici se il giovane in argomento ha diritto o meno ad ottenere il passaporto italiano, ovvero la cittadinanza per nascita indipendentemente dalla sua età.

Il requisito fondamentale  per ottenere la cittadinanza italiana per nascita è quello di avere un ascendente cittadino italiano, non importa:

  1. quanto lontano (trisavoli, bisnonni, nonni ecc.), purché questi siano stati in possesso della cittadinanza italiana dopo l’unità d’Italia ( 17 marzo 1861);
  2. se tra l’ascendente e la persona interessata la cittadinanza italiana sia andata persa, perché quasi sempre può essere recuperata.

A questo punto un avvocato del diavolo potrebbe chiedere:  se ha diritto alla cittadinanza italiana perché il suo antenato era italiano, perché lui non è italiano?.

In merito bisogna premettere che la legge vigente (sulla cittadinanza) è del 1992 ed è quindi, sostanzialmente giovane rispetto a quella precedente che risale al  lontano 1912, in quest'ultima erano presenti rilevanti differenze rispetto all’attuale (come la mancata trasmissione della cittadinanza da parte della donna ai figli e la perdita della cittadinanza da parte di quest'ultima se si fosse maritata con un cittadino non italiano).

Per nostra fortuna entrambe le circostanze citate sono state ritenute incostituzionali con sentenze della Suprema Corte del 1975 e del 1983, e alla luce di queste sentenze tutti possono avere un ascendente donna che seppur abbia perso la cittadinanza italiana perché si è sposata con un cittadino straniero e quindi impossibilitata a trasmetterla ai figli.

Quindi per riepilogare, se abbiamo un ascendente cittadino italiano si ha senza ombra di dubbio il diritto ad ottenere il passaporto italiano, stando però molto attenti alla procedura che cambia in base alle sottonotate circostanze:

a) Nel caso in cui perdita della cittadinanza a causa di una legge dichiarata oramai incostituzionale abbia colpito il nostro ascendente precedentemente al 1 gennaio 1948 (entrata in vigore della Costituzione italiana) bisognerà rivolgersi al Tribunale Italiano;

b) Nel caso, in cui lo stesso evento incostituzionale si sia verificato successivamente al 1 gennaio 1948 (entrata in vigore della Costituzione), sarà sufficiente rivolgersi al Consolato italiano.

Un'altra situazione potrebbe verificarsi quando a un nostro ascendente emigrato nelle Filippine (e non solo) che ha deciso di rinunciare alla cittadinanza italiana (per motivi che non stiamo qui ad esaminare) e in seguito all’entrata in vigore della Legge 91/92 decide di recuperarla  (art. 17 della medesima legge), e nel periodo in cui non era italiano gli nasce un figlio.

In questo caso la soluzione ci viene offerta dall’art. 9 della legge 91/92, il quale prevede per lo straniero il cui padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado siano stati cittadini per nascita (o che è nato nel territorio della Repubblica,  e  in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni) la possibilità di richiedere la residenza in Italia e dopo tre anni ottenere la cittadinanza italiana.

Per quanto riguarda la documentazione da presentare si consiglia di rivolgersi presso gli Uffici comunali se si è residenti in Italia o all’ Autorità diplomatico-consolare se si è residenti all’estero e comunque riteniamo, considerata la complessità della normativa di farsi assistere da un Legale di fiducia specializzato in questa materia.

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