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Matrimonio telematico

Normativa
 È possibile sposarsi con una persona straniera per via telematica?

Il 25 luglio 2016 è intervenuta  la prima sezione civile della Corte di Cassazione, che con sentenza n. 15343 ha stabilito che il matrimonio celebrato a mezzo  Skype tra una donna italiana e un cittadino del Pakistan è a tutti gli effetti riconosciuto e regolare dalla legislazione Italiana.

La vicenda legale

Un cittadino pakistano e una donna italiana tramite Skype si erano sposati a settembre 2012 e il mese successivo la legittima unione era stata riconosciuta dalle autorità del Pakistan.
 
Infatti in tale stato asiatico è ammessa la celebrazione per via telematica, (la cerimonia era avvenuta secondo le modalità  sancite dalla legge pakistana:  presenza fisica dello sposo innanzi all’autorità pakistana unitamente ai testimoni, mentre la sposa era presente soltanto per via telematica in collegamento dall'Italia).

Al contrario dell’uomo che non ha avuto problemi a farsi riconoscere l’avvenuto matrimonio dall’autorità Pakistana, l’Ufficiale di Stato civile del Comune Italiano della donna ha rifiutato la trascrizione dell’atto "in considerazione delle modalità di celebrazione", ritenute "contrarie all’ordine pubblico, sul presupposto che costituisca principio fondamentale dell’ordinamento italiano" perché secondo l'ordinamento italiano: "È richiesta la contestuale presenza dei nubendi dinanzi a colui che officia il matrimonio, anche al fine di assicurare la loro libertà nell’esprimere la volontà di sposarsi".

A differenza di quanto sostenuto dall'ufficiale dello stato civile i supremi giudici, citando l”art 28 della Legge 218/1995, hanno espresso che: "Il matrimonio celebrato all’estero è valido nel nostro ordinamento, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione, o dalla legge nazionale di almeno uno dei nubendi al momento della celebrazione, o dalla legge dello Stato di comune residenza in tale momento."

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